mercoledì 28 marzo 2007

La vergogna continua...

Purtroppo non contenti di forgiare disegnatori dal cuor di giaccio e dallo spirito tutt'altro che romantico alcuni editori permettono scempi di questo tipo:



Le prime tavole sono quelle pubblicate sul Nick Raidern°3 Edizioni If quelle immediatamente sotto sono della sola Michela De Sacco amica e valente collega nonchè instancabile disegnatrice che ancora dimostra entusiasmo per questo mestiere.
Non sò chi si occupi della supervisione di questo lavoro ma devo dire che metter mano sulle tavole di un disegnatore commettendo questi scempi rasenta l'illegalità del diritto d'autore.
Ogni editore è libero di seguire una sua linea, che può non essere condivisa ma deve essere rispettata, ma nel momento che si avvale di un disegnatore ha o deve avere l'idea di che tipo di fumetto deve venir fuori.
Quando ho acquistato il mio fumetto a ben 4,90 euro mi aspettavo di vedere le tavole di Michela alternate a quelle di un altro disegnatore. Ciò che ho visto è uno scempio, un insulto per la categoria e per la professione, se si cerca un motivo della crisi del fumetto in Italia è questo, incapacità!!!
Io non faccio il pane perchè non lo sò fare, e non prendo decisioni aziendali non avendo conoscenze in questo campo...allora perchè chi aveva il compito di prendere decisioni ha commesso questo orrido soppruso.
Chiunque disegni come me e si occupi di fumetto si rende perfettamente conto di cosa parlo, basta guardare queste due tavole, dove si perde l'armonia del segno per infangare di macchie le tavole altrui.
Non dico il nome dell'altro disegnatore perchè non è una sua responsabilità, ma utilizziamo un pò di meritocrazia e non la solita mafiosa conoscenza per far lavorare i figli e gli amici di...
Personalmente ho ricevuto tanti "NO!" in questo mio percorso fumettistico non ancora terminato ma mi è servito per migliorare e capire; cari editori e cari supervisori mettiamo una mano sulla coscenza e cerchiamo di migliorare questa Italia cominciando dal nostro ambito professionale.
Ho voluto utilizzare l'esempio di Michela per far comprendere come spesso si svilisce il lavoro di autori e disegnatori che mettono anima e corpo nel fumetto senza avere granchè di onere...ma se poi leviamo anche la dignità non rimane nulla.
Quindi se vedete questo Nick Raider sappiate che Michela disegna molto meglio di così e se un supervisore non reputa un disegnatore pronto per un tipo di fumetto è meglio un "NO!" che un umiliazione di questo tipo, tra l'altro avesse migliorato il risultato.

Spero che la voce di questo scempio si propaghi per il Web evitando altri ORRORI e SOPPRUSI!!!!

25 commenti:

MAX GUADAGNI ha detto...

Cazzo...ci sono andati pesanti sul serio ed apparentemente senza nessun criterio...

MAX

Capitan Ambù ha detto...

A parte la mia amicizia come Michela è assurdo per qualsiasi professionista...è giusto rendere nota una cosa del genere...che qualche volta oltre a criticare gli autori si critichino i fautori eh eh

queen_M ha detto...

Non so con che criterio l'editore abbia deciso di rovinare il mio lavoro, anche perché non sono stata avvisata.
Ora mi dedico ad avvertire più gente possibile!!
Grazie per il supporto a chiunque voglia darmi una mano a farlo!!

Una Michela arrabbiata

-logan- ha detto...

più che altro non sarebbe giusto lo stesso, ma almeno capirei se l'avessero fatto per migliorarle... ma cosi le hanno solo peggiorate!!!!

ribadisco, dai michela che sei una grande!!

Capitan Ambù ha detto...

Scusate ma ancora a questo mondo esistono dei diritti...Qualsiasi opera considerata artistica...e la tavola di fumetto lo è non deve essere modificata se non con il consenso dell'autore e non essendo questo il caso è proprio una cosa illegale...ma sarebbe bello che la casa editrice si scusasse formalmente con Michela...Se perdiamo anche questi diritti ci conviene ricominciare a costruire piramidi eh eh

francesco ha detto...

ho comprato l'albo oggi, e devo ammettere che quando l'ho sfogliato non riuscivo a capire. mison detto "ma che è successo?" perché qualcosa doveva essere successo, e mi pare lampante.
è triste dover attribuire il fatto a una redazione troppo zelante che si è limitata a mettere due nomi nel tamburino alla voce "disegni", visto che in questo modo sembra che i due abbiano lavorato assieme e non uno sul lavoro dell'altro.
in realtà è abbastanza frequente che nella fase finale della produzione qualcosa venga ritoccato, ma intervenire in questo modo lo definirei criminale.
non si capisce poi il motivo delle modifiche; è sotto gli occhi di tutti che i cambiamenti sono - e non di poco - in peggio, e nessun editore ha interesse a peggiorare le proprie pubblicazioni.
rimango allibito e mi limito a non capire.
un abbraccio a michela.

Spalatos ha detto...

Il problema fondamentale è che oltra AL DANNO sul proprio lavoro c'e' anche e forse è peggio un DANNO di immagine. L'autore può rivalersi in qualche modo (forse) sulla casa editrice) ma il pubblico che legge quel fumetto attribuisce al disegnatore quelle "schifezze" e quindi probabilmente un prossimo fumetto di quell'autore non lo prenderanno più o ci penseranno 2 volte.

Sono con te Michela

Anonimo ha detto...

Stilisticamente i ritocchi fanno un po' a pugni con il segno della Da Sacco, ma non sono immotivati: nella prima tavola la donna con la sigaretta era in una posizione anatomicamente assurda (provare per credere); nella vignetta d'ambiente credo che si sia voluto evidenziare il tavolo vuoto. Nella seconda tavola è più logico che la donna si volti verso il nuovo arrivato, sentendo il tocco della sua mano. Accreditare entrambi i disegnatori è l'unica soluzione possibile. Anche se ci fosse scritto letteralmente "ritocchi di" il lettore non distinguerebbe i ritocchi dai disegni originali (e sicuramente gli interesserebbe poco). Su con la vita, Michela, le tragedie sono ben altre.
Uno Che Passa

Capitan Ambù ha detto...

Mi spiace contraddire quest'ultimo commento, ma nessuno può capire un disegnatore come un altro disegnatore. I problemi sono ben altri, è vero, allora perchè correggere un anatomia "azzardata" con un'altra anatomia "azzardata", tanto vale lasciare il mondo come stà...Non sottovalutiamo il lavoro di chi disegna come di chi scrive, il fumetto è simbiosi e purtroppo in questo fumetto non esiste nulla di tutto ciò. Personalmente capisco le modifiche atte a migliorare il prodotto, ma se il disegno aveva i problemi di partenza perchè non interrompere la collaborazione?
Può succedere che il disegno non si adatti alla storia quindi perchè farsi del male?
Io personalmente avrei chiesto un pò più di rispetto per un mio lavoro...non è un gioco
Poi se Michela vorrà dirà la sua saremo ben lieti, trovo che comunque parlarne aiuti la comunicazione tra gli addetti del dietro le quinte del mondo fumettistico.

Anonimo ha detto...

Il capitan Ambù scrive: "Se il disegno aveva dei problemi perché non interrompere la collaborazione?"
Forse perché togliere il lavoro a un collaboratore dovrebbe essere l'ultima cosa da fare per un editore responsabile, ed è nell'interesse (anche economico) del disegnatore che la collaborazione sia salvata.
Domanda: MDS ha provato a parlarne con l'editore o con il supervisore, anziché con altri disegnatori?

Uno che Passa

Capitan Ambù ha detto...

Michela Da Sacco non ne ha parlato con un disegnatore o disegnatori...io ho acquistato il fumetto da lettore, poi conoscendo la Da Sacco come disegnatrice ho criticato il suo stile in quell'albo. In seguito lei mi ha detto di scoprire dopo la stampa che le tavole sono state abbondantemente rimaneggiate. Anche io suggerisco Michela di contattare il supervisore e l'editore, ma allo stesso tempo consiglio editore e supervisore di stare attenti ad apportare modifiche di questo tipo, perchè rischiano di rovinare un serio professionista e la testata stessa.
Se posso essere sincero il risultato non è esaltante, naturalmente il mio è un giudizio opinabile anche se non sono l'unico a pensarla così.
E per quanto riguarda l'interesse economico, se facessimo fumetto per quello i fumetti non esisterebbero più eh eh, si fà tutto per amore e passione come penso lo faccia l'editore. Se l'editore dopo tanto dispendio economico e lavorativo si trovasse con il fumetto stampato male e distribuito peggio soffrirebbe di questa situazione?...Penso proprio di si...Caro anonimo non sò Michela ma io avrei preferito centomila volte che l'editore con correttezza mi levasse l'incarico, non perchè io come professionista non sono in grado, ma ogni linguaggio ha il suo stile e magari quello di Michela non era adatto.
Comunque son daccordo che è giusto chiarire con l'editore ma allo stesso tempo è anche giusto poter rinnegare un opera che non si sente propria.
Grazie del tuo commento almeno ci dà un opinione più vicina alle scelte editoriali e crea una discussione costruttiva.

queen_M ha detto...

Il mio stile non piaceva ai responsabili della serie,era chiaro, ma ho cercato di portare a termine l' impegno, anche perché sono stata pagata per quello che ho disegnato.
So bene che lo stile di un disegnatore può non piacere,mi è capitato di sentirmi dire di non essere adatta a disegnare qualcosa: con NR NON è capitato in corso d'opera, quindi la collaborazione bene o male è andata avanti.

Poi ovvio che mi sono chiesta perchè non mi abbiano tolto l'incarico...
Il problema maggiore non sono i volti rifatti: sono le vignette in cui sono state RICALCATE le stesse pose da me disegnate, vignette quindi in cui non è stato corretto nulla.


Uno che Passa chiede:
"Domanda: MDS ha provato a parlarne con l'editore o con il supervisore, anziché con altri disegnatori?"

Quando il responsabile si farà trovare (pare proprio che in questi giorni sia assente) parlerò direttamente anche con lui, ci mancherebbe.

Michela

Anonimo ha detto...

Salve, Michela.
Mi spiace, io credo che sarebbe stato saggio parlare PRIMA col responsabile, e POI eventualmente divulgare la cosa in internet, riportando per correttezza le motivazioni dell'editor o di chiunque abbia deciso di correggere.
Per quella che è la mia conoscenza del "dietro le quinte" editoriale, i ritocchi sono pratica comune anche presso grossi editori (anzi, UN grosso editore, abbiamo capito tutti quale). E chiaramente non sono capricci, ma scelte precise. Aggiungo che gli editori sicuramente non gironzolano in Rete, ma autori e editors sì. E credo che nessuno sarebbe entusiasta di lavorare con un'autrice che si inalbera in questo modo.
Auguroni sinceri per il futuro, BTW.
Uno Che Passa

queen_M ha detto...

Sinceramente non ritengo che il mio sfogo sia stato tanto scorretto da dover preoccupare -realmente- un editore sicuro delle sue scelte.

Sia io che la IF proseguiremo, ognuno per la propria strada.

Sono cosciente che un comportamento come il mio possa non piacere a qualche addetto ai lavori, ma per rispetto alle mie scelte, cioè di fare del disegno una professione, non mi sono sentita di tacere questa cosa.
Chi mi conosce come professionista sa che in diversi anni non ho mai dato problemi,ho sempre trattato rispettosamente con gli editori e ho sempre portato a termine gli impegni presi secondo scadenze.
Ho dato rispetto, ma ne chiedo di ritorno.

Anche questa di "parlare" pubblicamente prima di riuscire a comunicare con i responsabili, alla fine è un'altra scelta.

Grazie per l'augurio,

Michela

Capitan Ambù ha detto...

Concordo con Michela e a parer mio la correttezza e il rispetto dovevano essere dimostrati avvisando l'autore delle modifiche che si stavano per attuare prima della pubblicazione e non scoprirlo all'acquisto del fumetto.
E' vero che anche grossi editori modificano le tavole in uscita, ma non snaturano il segno e lo stile del disegnatore come in questo caso.
Consiglio di dare uno sguardo alla legge sul diritto d'autore, si potrà notare come Michela abbia notevolmente rispettato la casa editrice limitandosi a rinnegare il lavoro pubblicato, un diritto che spero ancora possa appartenere ad un autore.

Anonimo ha detto...

Scusa, Capitan A., il diritto d'autore qui non c'entra niente, non è in discussione. E' pacifico che un autore ha il diritto morale di vedere riconosciuta (o disconosciuta, se così preferisce) la paternità dell'opera.
Si discute invece la mancanza di una certa "urbanità" da parte dell'editore (nel non avvisare la disegnatrice delle modifiche), o da parte della disegnatrice (nel portare la questione "in piazza" prima di averne parlato in privato).
Non dimentichiamoci che in una serie popolare la priorità non è "rispettare il segno" del singolo
(o anche i dialoghi di un determinato sceneggiatore) ma adeguare l'albo a uno standard narrativo/grafico.
Questo è il fine: si possono discutere i mezzi usati dall'editore, ma non pretendere che il fine sia un altro (e cioè "rispettare il segno").
I miei dubbi, comunque, riguardano il buonsenso di una "uscita pubblica" come quella di Michela in un mondo piccolo come quello dell'editoria, dove tutti sanno tutto. E mostrarsi troppo aggressivi nel contestare una pratica comune può risultare controproducente. Tutto qui.

Uno Che Passa

Capitan Ambù ha detto...

Il portare "in piazza" come dici la questione è secondo me stato un modo per tutelare il proprio lavoro. Scusami ma il lavoro così come è pubblicato mi spiace dirlo ma è di pessima qualità ed un disegnatore rischia di perdere altri lavori per colpa di interventi non accettabili in questa professione.
Che significa una serie regolare non deve rispettare il segno? Ma stiamo parlando di fumetto o fotoromanzo, perchè in questo caso forse è meglio il secondo in modo che si ottenga un unicità uguale per tutta la serie. Il grande editore di cui hai parlato ha fatto una sua scelta ed intrapreso una strada contestabile o no, ma si guarda bene ad intervenire in modo così irrispettoso verso il lavoro di un disegnatore.
Alle tue parole ho dei sussulti sulla sedia e mi chiedo...ma è possibile che chi ha passione per il fumetto parli in questo modo???
Il fumetto è anche segno, stile, creatività...nel caso non si vedessero queste cose esistono tanti altri mestieri che rientrano in una logica più meccanica e industriale...Ci vuole passione e amore per questo lavoro e Michela lo ha sempre dimostrato.
Poi per carità ognuno ha la sua visione di fumetto...ma io personalmente in un fumetto cerco un buona storia con dei buoni disegni...per la sola storia mi leggo un libro almeno così le immagini le metto io eh eh

Anonimo ha detto...

Ero indeciso se tenere in privato o rendere pubblica anche la mia opinione....ho deciso quella pubblica in virtu' del fatto che forse puo' aiutare la discussione generale.

Io penso che la reazione di Michela e' comprensibile e che ancora piu' comprensibile e' la sua delusione rispetto al risultato finale, su questo punto Michela ha la mia sincera solidarieta' da collega.
Non so quali sono le motivazioni che hanno portato l'editore a fare queste scelte e sarei curioso di saperle a questo punto.

Forse sono troppi anni che sto dentro questo mondo e , appunto, per questo motivo non mi stupiscono....l'editore vede il fumetto come un opera commerciale piu' che artistica e quindi fa le sue scelte (ripeto, in questo caso non le capisco e non le so) su questa base.

Fossi stato in Michela mi sarei comportato diversamente su un solo punto....avrei piu' o meno agito cosi':
- avrei contattato l'editore...se l'editore non si trovava avrei inviato fax con richiesta di motivazioni (soprattutto avrei detto: perche' non mi avete detto niente?).....con il fax avrei avuto la prova del mio tentativo di comprendere le motivazioni in privato.
- avrei lasciato passare una ventina di giorni e quindi se non avessi avuto risposta alcuna avrei potuto valutare se fosse il caso di rendere pubblica o meno la vicenda.

So che questo puo' sembrare solo un aspetto formale ma proprio perche' apparentemente le scelte sembrano incomprensibili sapere le motivazioni alla base avrebbe aiutato a capire....


Boh....in ogni caso sempre forza Michela che sei bravissima!

Anonimo ha detto...

l'anonimo di cui sopra ero io...scusate ma mi e' partito il commento senza la firma....


marco turini

Anonimo ha detto...

Assurdo.
é una vera vergogna.
Perchè assumere un disegnatore per poi modificare e rifare le sue tavole?
Rispetto zero,considerando che l'interessata non è stata mai informata.
Al giorno d'oggi stiamo ancora a constatare quanto può contare oggi un disegnatore:Niente.Zero.
Solo un mero esecutore per il quale non nutrire un minimo di rispetto.
assoluta solidarietà per Michela.
R.Cestaro

riccardo chiereghin ha detto...

Leggendo il commento iniziale sul numero 3 di Nick Raider, mi sono sentito in dovere di specificare alcune cose. La redazione di 'if' mi contattò in occasione della lavorazione del primo numero della serie iniziato da più disegnatori e che stentava a prendere una forma accettabile. Per mesi ho apportato le modifiche richieste sia in fase di disegno che di ichiostrazione, con la difficoltà di imitare gli stili precedenti. Poi fui incaricato di rimaneggiare anche il terzo numero. Concordo con Michela da Sacco quando ritiene non migliorative alcune correzioni ma nel complesso credo che il mio lavoro abbia apportato quel valore minimo che l'editore si aspettava.Il protagonista come interpretato dalla disegnatrice era imbarazzante per lo stile della testata e per lo standard delle passate pubblicazioni.Apprezzo ogni critica che si rivolge al mio lavoro ma non accetto commenti insulsi; mi riferisco all'articolo iniziale dove si insinua che il mio lavoro sarebbe frutto di amicizie, nepotismi e non per merito.Non so chi lo abbia scritto ma è comunque una grande cazzata. Ho lavorato intensamente con la difficoltà di seguire uno stile distante dal mio e con le scadenze pressanti.
Il secondo disegnatore, Riccardo Chiereghin

Capitan Ambù ha detto...

Scusami forse ho scritto male ho detto troppe cose nella stessa frase, non intendevo parlare del tuo lavoro e l'ho specificato la mia era una critica verso la decisione dell'editore.
Però mi spiace ma non son daccordo riguardo al fatto che lo stile fosse imbarazzante visto che Michela Da Sacco era stata scelta dalla casa editrice e gli hanno comissionato tutte quelle tavole. La scelta della casa editrice è stata imbarazzante, e se posso esser sincero non concordo con te sulla riuscita del lavoro, non viene fuori bene lei come professionista e nemmeno tu, nel senso che capisco che tu hai eseguito una commissione, ma come ben sai da professionista, sei intervenuto contravvenendo alla legge sul diritto d'autore. mi spiace dirlo ma è stato un pessimo risultato.
Ribadisco ancora le mie scuse per quanto riguarda quella frase e non ti giudico assolutissimamente colpevole di alcunchè, tu hai svolto solo il tuo lavoro sicuramente al meglio delle tue possibilità.

Anonimo ha detto...

Ciao! Mi spiace per le tavole modificate e son cose che nella professione del fumettaro spero di non dover mai affrontare! Però, in questa situazione credo che concettualmente e comunicativamente le correzioni siano da approvare, mi spiego:
Nella tavola di sinistra di Michela, nell'ultima vignetta, l'atmosfera presente nella prima vignetta scompare del tutto e sembra quasi di essere in un altro locale. In questo passaggio il tavolo scompare del tutto quasi non lo si vede, sopratutto a causa di un ombra impossibile; nella correzione l'atmosfera ritorna e il tavolo è in evidenza con un bello "spottone".
Nella tavola a destra siamo dinnanzi ad una situazione quasi surreale: una MANONA tocca la nostra lei e per tutta risposta la protagonista non fa una piega (non so magari è voluto in sceneggiatura), almeno spostasse lo sguardo... nada! Inoltre il rapporto visivo tra i due corpi è proprio sballato; nella correzione si nota un minimo di consequenzialità tra causa ed effetto e la cosa funziona.
Questo è solo il mio parere e non conta nulla... Attenzione però, non faccio un discorso stilistico ma di contenuto, anche perché entrambi gli stili non mi piacciono particolarmente (de gustibus)e questa opinione di sicuro non vuole toglie NIENTE alla professionalità di entrambi gli artisti!

Uno che passa dietro quello che passa

Anonimo ha detto...

azzzz... dimenticavo..
mi pare di ricordare che gli autori sottoscrivono da contratto l'accettazione di tutte le modifiche che la redazione ritiene necessarie senza possibilità di veto alcuno.
Non so se in questo caso alla base di tutto ci sia un contratto o una stretta di mano, se si tratta di una stretta di mano l'opera di correzione da parte dell'editore è veramente uno scempio indecente e irrispettoso! basti pensare che in certi contratti esterofili c'è scritto l'oposto, ovvero che L'EDITORE NON PUO' ALTERARE L'OPERA DELL'AUTORE SENZA IL SUO CONSENSO! :)

lo stesso di sopra

Capitan Ambù ha detto...

Con l'ultimo post caro anonimo hai toccato due punti nevralgici del problema.
Contratto? Quale contratto... Purtroppo in Italia pochissime case editrici stipulano un contratto con i fumettisti, e raramente capita una stretta di mano.
Se dovessimo parlare di una cosa del genere in altri stati riderebbero a crepapelle, l'Italia in fondo è il paese delle banane.
Nessuno discute il fatto che debbano essere effettuate delle correzioni per la buona riuscita del fumetto, ma dovrebbe farle il disegnatore stesso. Una correzione non deve assolutamente danneggiare l'autore, come in questo caso.
Solitamente un disegnatore sottopone le tavole a matita allo sceneggiatore e al supervisore in modo da valutare possibile modifiche. Una volta approvate mi spiace ma non è giusto effettuare modifiche all'insaputa del disegnatore, a prescindere da qualsiasi sia il contratto.
Non è una questione di esterofilia ma è una legge esistente sul diritto d'autore. Delle persone hanno lottato perchè questa legge esista ed è giusto farla rispettare, o dobbiamo andar tutti a lavorare all'estero per essere rispettati?
Puoi aver ragione sulla scelta delle modifiche effettuate, ma il risultato è peggio dell'originale e su questo non ho dubbi, ma perchè non farle fare al disegnatore?
Io rispetto le scelte editoriali, mi sottopongo a correzioni discutendole se è il caso con la massima correttezza ed educazione, rispettando ed essendo rispettato.
Per ora ho avuto fortuna e non mi son trovato mai in certe situazioni, ma non avrei sopportato nemmeno io un comportamento così discutibile.
Se tutti siamo consapevoli che questo è un lavoro che non paga quanto dovrebbe perchè dover star male per farlo?
Và bene esser modesti e disponibili ma c....... no!
Poi comunque rimane un errore, commesso dalla casa editrice ma è solo un errore, bisogna sempre pensare cosa prova l'altro in certe situazioni.
Se la tipografia fosse convinta che è meglio la stampa di un colore invece che in un altro la casa editrice come la prenderebbe?
Infine grazie per l'intervento mi fà piacere che si parli e si esprimano i propri pareri, il dialogo aiuta il fumetto.
Ciao e a presto.