martedì 7 ottobre 2008

Catena, Maisha3 e polemichina...

Sono stato incatenato da Luigi Serra, dovrei postare una mia foto da bambino, purtroppo il guaio di chi abita fuori sede è che di solito la mamma non utilizza internet e le foto ai miei tempi erano solo in formato cartaceo.
Allora posto il mio ricordo del bambino che ero.


Qui sono insieme a mio fratello al mare.
A questa catena incollo.

1) Michela Da Sacco

2) Francesca Da Sacco

3) Fabio D'Auria.

E ora passiamo a cose serie. Ho terminato di disegnare Maisha 3, stavolta ho provato ad utilizzare i grigi e sperimentare una "tecnica" che avevo già utilizzato in Nemrod 8.

Si! Occorre più tempo per tavole come queste.

No! Nessuno mi ha chiesto di utilizzare questa tecnica, anzi ho testardamente voluto realizzarla.

Si! Sono soddisfatto del risultato, ma si può sempre fare di meglio il giorno dopo.

No! Non è una questione di soldi.

Si! Questo è il bello di fare questo mestiere.

Maisha uscirà per la fiera del fumetto di Lucca, i tempi sono stati stretti come al solito ma quando un autore accetta il lavoro deve consegnare a tutti i costi, rientra nelle serietà e nella competenza di un professionista.

L'angolo polemico
(se volete potete non leggere)


Cos'è per me un fumettista

La mia idea di fumettista è quello di un professionista che ricerca nuovi segni, inquadrature, sperimenta tecnica e si cimenta in progetti che gli creano stimoli e lo portano a crescere come autore.

Un fumettista deve per me interessarsi di cinema, arte e letteratura, informarsi sul mondo e allo stesso tempo viverlo, possibilmente confrontandosi spesso con altri esseri umani (Facebook e Forum non sono metodi per confrontarsi). Solo vivendo la vita la si può raccontare.

Un fumettista per me deve essere umile professionalmente. Per umiltà non intendo passare il tempo tra forum e internet a ungere i propri accoliti e ammiratori per accrescere un autostima inesistente e colmare una profonda incapacità.
"Chi si umilia si esalta" (Pietro Abelardo), mai frase è più attinente al mondo del fumetto.
Ho scritto una frase in questo blog che trovo pienamente valida, essere critici non significa non essere umili.
L'umiltà si legge nei fumetti che si realizzano non nelle cazzate che dice un autore nei forum, nei blog o nelle fiere, partiamo dall'idea che non esiste nessuno migliore di noi stessi forse riusciamo a evitare di essere delusi da falsi idoli adolescenziali, che dopo i quattordici/diciasette anni dovrebbero essere svaniti.

Un fumettista non deve fare fumetti pensando di parlare a dei deficienti, ma deve sempre cercare di raccontare storie sincere, il suo punto di vista sulla realtà.
Il fumettista deve comunicare con se stesso prima di tutto, almeno se si realizzano fumetti per cerebrolesi è come darsi dell'idiota da soli. Anche il lettore deve evitare di farsi coglionare, acquisendo un minimo di capacità critica per saper distinguere fra la cacca e la cioccolata.

Il fumettista non può permettersi di non aggiornarsi, è un libero professionista e non deve pensare che una certa realtà editoriale possa esistere in eterno, deve essere capace di leggere le mode e interpretarle, di mettersi in gioco e non aver paura di intraprendere nuove strade.
Il fumettista come libero professionista vive un ambiente altamente concorrenziale, deve leggere la società e riuscire ad esprimere se stesso rinnovandosi continuamente.

Il fumettista ha qualcosa da dire, in caso contrario è solo una mano senza cervello, e le mani sono più utili in altri mestieri che rendono economicamente di più.
Il fumettista è un comunicatore e un professionista, se non crede nel suo lavoro è solo uno che svende la sua anima, per capirci una tavola di un fumetto vale più di 20 euro (una cifra ipotetica) se si vendono a prezzi bassi vuol dire che l'autore non ha mai lavorato in vita sua.

Il fumettista senza passione smette di essere interessante da leggere, l'occhio abile e il lettore accorto identifica subito il bluff.

Naturalmente questo è quello che penso io di cosa significhi per me fare fumetto, il tutto è opinabile.

Dico queste cose perchè mi è capitato spesso che mi dicessero che io vedo il fumetto come arte, la realtà è che lo vivo come professione, mi comporto di conseguenza e non mi pare che aggiornarsi, essere curioso e sperimentare significhi essere artista, non sono Anselm Kiefer* ma nemmeno un impiegato delle poste (non è inteso in senso dispregiativo ma è per definire la differenza di mestiere).

E poi era da tempo che non postavo, dovevo pure sfogarmi...

Comunque io voglio bene a tutti, siete tutti belli, avete sempre ragione.

Umilmente vostro.












* Se vi chiedete chi è Anselm Kiefer è un'ottima occasione di cercarlo su internet e scoprirlo.

12 commenti:

Alex "AxL" Massacci ha detto...

Premessa... belle tavole!!
Riguardo la Polemichina: già lo sai, ma ribadirlo non fa mai male... perfettamente concorde. Anche se io in realtà estenderei il discorso anche ad altre professioni (qualsiasi lavoro andrebbe svolto con passione e dedizione).
La cosa che non mi trova invece in piena sintonia è quando parli di chi "svaluta" il proprio lavoro: non penso sia esclusivamente un problema del "singolo", quanto più "sociale"... ovvero è la società in generale che tende a vedere il fumetto come opera minore, pertanto non si può pretendere che alcuni autori abbiano una alta percezione del proprio operato.
Questo in estrema sintesi... a lucca, tra una minchiata ed un'altra, vediamo di riprenderlo il discorso che mi interessa approfondire alcuni punti ;))

Capitan Ambù ha detto...

Bhè se il primo a non credere nel fumetto è l'autore è logico che il mercato sfrutti questa sudditanza psicologica, lo farei pure io.
Il pollo è sempre quello che perde a poker.
La società vede tante cose stupide, l'autore dovrebbe essere tendenzialmente una sorta di antibiotico della società.
Poi la maggior parte dei fumettisti mi diranno che io vedo il fumetto come arte, io dal mio punto di vista penso che semplicemente una scimmia non possa disegnare fumetti(perchè anche le scimmie possono avere una buona mano).

Rob ha detto...

miiii quanto sei umile :P

Molto belle le tavole, come sempre. Anche quest'anno mi comprerò il mio albetto a Lucca e, come lo scorso anno, pretendo la firma :D

Capitan Ambù ha detto...

La firma... meglio un disegno in meno ahahha ;-P.

Ti aspetto allo stand Arcadia allora.

Rob ha detto...

Cosa????? Un disegno in meno??? Non provarci nemmeno.... -_-
Vengo a Lucca per alcuni artisti che ammiro molto e tra questi ci sei tu quindi non fare scherzi -_-

Capitan Ambù ha detto...

Guarda che se cerchi gli artisti stai sbagliando il posto in cui cercarli, anzi ti dico di più, stai sbagliando nazione.

Rob ha detto...

grrrrrrr quando vengo a Lucca ti muovo la matita mentre stai disegnando (per gli altri ovviamente).

PS: per precisione, secondo me siete artisti. In fondo cos'è l'arte? A me certi fumetti provocano emozioni molto forti pprrrrrrr

Capitan Ambù ha detto...

Non tutto ciò che emoziona è arte, comunque il discorso è lungo eh eh.
Situ muovimi la mano mentre faccio i disegni per gli altri, che io la muovo da solo quando disegno il tuo ahahah.

Michela Da Sacco ha detto...

Non è giusto che ci incateni e non posti una tua foto.. :-P
vabbè, vediamo che cosa riesco a recuperare!

Le tavole di Maisha sono spettacolari,non vedo l'ora di vederle stampate. Ottimo lavoro. ^___^ sei sempre più bravo!!!

Infine, la polemica, che non mi pare proprio tale, visto che è un punto di vista.

Sono abbastanza d'accordo, ma riguardo la semplicità di narrazione, direi che dipende anche da chi è il target del fumettista.
Ovvio che in quanto mezzo di comunicazione dev'essere adatto alla platea.

Riguardo lo svendere il proprio lavoro... Non credo sia facile quantificare il valore della propria produzione,ma penso che sia necessario fare una media:sappiamo che ci sono editori che pagano molto un lavoro però pretendono un certo livello e altri che abbassano il pagamento man mano che l'offerta cresce e sembrano fregarsene della qualità.

C'è molta manodopera disponibile, molta gavetta da fare e pochi sbocchi decenti? @ @

Capitan Ambù ha detto...

Ciao Michela, è proprio quello il divertimento, incatenare gli altri ahahah

Io non ho parlato di semplicità di narrazione, è chiaro che se mi rivolgo a bambini o adolescenti o adulti non posso scrivere o disegnare nello stesso modo, ma devo comunque pormi in modo intelligente e professionale.
Io parlo di fumetti che sono scritti o disegnati sottovalutando il lettore. Poi è chiaro che stiamo vivendo un certo degrado culturale ma continuare ad abbassare il tiro non è proprio un obbiettivo degno di stima e ammirazione per un autore (non parlo solo di fumetto).
Poi la platea penso non sia un problema dell'autore penso sia una questione dell'editore.

Per svendere il lavoro non intendo la produzione e la stampa, il mio discorso è rivolto alla valutazione che l'autore da alle tavole originali.
La tavola originale è un'opera unica, non si risolve in 10 minuti e di solito ha almeno 2 giornate di lavoro quando va bene.
Mi è stato detto che un nostro collega è arrivato a vendere le tavole anche a 10 euro, lungi da me giudicare, ognuno ha i suoi motivi, ma mi pare proprio assurdo, meno di 5 euro al giorno.
Penso che certe cifre facciano solo svalutare la dignità del proprio lavoro e di quello dell'ambiente fumettistico.

E' vero ci sono editori che se ne fregano della qualità, ma ci sono anche quelli che ne tengono conto.
Le vendite dimostrano che la qualità paga o sbaglio?
Si c'è molta gavetta da fare, molta manodopera disponibile e pochi sbocchi decenti, come in tutti i mestieri del resto (i manager non se la passano proprio bene ora), come fumettisti abbiamo scelto di essere liberi professionisti e siamo consapevoli che ogni giorno bisogna rimettersi in gioco ed è proprio per questo motivo che dobbiamo aggiornarci, osservare, leggere e interpretare.
Se un editore è in gamba non si fa di certo sfuggire un autore che ha qualità, e allo stesso tempo un autore deve sempre dare il meglio di se ed essere molto professionale, di solito l'accordo si trova.
Ci sono editori disonesti, ma non oserei nemmeno chiamarli editori e tu sai meglio di me che col tempo crollano, alla fine bisogna essere professionali ed etici sopratutto in questo periodo storico.
Poi l'aspetto economico del rapporto editore autore è un'altra cosa, io so solo che se accetto una cifra porto a termine il lavoro dando il meglio di me in base al tempo che mi è concesso, se non sono daccordo e non concordo con l'offerta che mi viene fatta non accetto, nessuno mi costringe.

Michela Da Sacco ha detto...

Bene, messa così suona più convincente (per me, almeno).^__-
Alla fine il fumettista deve avere rispetto per se stesso.

Sono d'accordo riguardo l'avere considerazione degli originali,infatti a volte piuttosto che venderli preferisco regalarli.^^

Capitan Ambù ha detto...

Anche io faccio la stessa considerazione. Male che vada porto tutto nella tomba ahahah.