lunedì 2 febbraio 2009

Però...

Leggete questo post molto interessante, naturalmente alla base c'è sempre la buona fede.


http://prontoallaresa.blogspot.com/2008/01/di-osti-e-osterie.html


Prima di ricevere nuove polemiche avverto che non è un attacco a Roberto Recchioni ma è che condivido davvero quello che ha scritto in questo post.
E' passato un anno, magari ora le stesse opinioni
sono fuori moda o semplicemente sono cambiate.


Riguardo alla mia posizione.



Ho preso la decisione di non rispondere più a polemiche sterili e noiose e che non condivido assolutamente, ho compreso che lo scopo è solo la crescita di ingressi per blog e forum, non essendo questo il mio lavoro, preferisco fare fumetti.
Trovo inutili le discussioni che non permettono un reale dialogo ma che sono solo provocatorie e uno sfogo dalle frustrazioni della vita di ogni giorno.
Ignorare questi comportamenti non significa che cambierò il mio modo di fare o di essere, semplicemente risponderò nel modo che mi ha sempre distinto da quando ho aperto questo blog, con onestà e correttezza.
Il mio silenzio non è un tacito consenso o una sorta di accettazione agli attacchi immotivati di questo periodo ma la risposta migliore a chi non avendo di meglio da fare prova piacere ad ascoltare l'eco della propria voce.



Buon divertimento!


21 commenti:

macchiedinchiostro blog ha detto...

Saggia decisione.

Per rincuorarti, vai a
QUESTO LINK e leggi il parere di due lettori.

Capitan Ambù ha detto...

Almeno si potrà leggere il perchè del mio silenzio senza farsi l'idea sbagliata.
Basta leggere che ce vò.
Grazie Leo.

Anonimo ha detto...

Ciao Fabiano,

mi dispiace che tu metta in dubbio la buona fede delle persone che non hanno apprezzato la copertina scelta da BeccoGiallo (perché è di questo che si tratta, della copertina scelta da una casa editrice). Quello che ho visto io è stata una generale sincerità, sia da parte di chi l'ha attaccata sia da parte dei suoi difensori.
Io stessa ce l'ho, un blog, ma ho evitato di mettere il link, perché mai e poi mai avrei voluto ottenere un vantaggio indiretto dalla discussione. Non è neanche un blog legato al mio nome - che non ho alcun problema ad usare, come è giusto che sia - quindi proprio non poteva saltare fuori.
Oggi su Lipperatura c'è un post con una foto dal calendario Pirelli, con una ragazza che urla, mentre mani maschili la tengono ferma. Io non ho niente da dire, in questo caso, che si può dire? È ovvio che la copertina in questione non si pone sul quel piano; è ovvio che gli interlocutori sono diversi; è ovvio che le intenzioni del vostro fumetto sono buone o comunque corrette. È per questo che ci siamo tutti accaniti, perché invece era venuto fuori qualcosa di completamente diverso. Alcuni di voi hanno protestato per le parole di WuMing1: "apologia dello stupro"; ma quelle parole non parlavano di volontà, ma di un risultato involontario (scusa il bisticcio).
Avete invece tutti apprezzato l'intervento di Gipi, ma sorge il dubbio che dipenda anche dall'autorità che gli riconoscete.
Comunque, sto divagando. Quello che volevo scriverti è che mi rattrista che tu non possa credere nella buona fede delle persone che hanno partecipato a questa discussione. D'accordo, è stato un linciaggio, in entrambe le direzioni, ma adesso che è passata una settimana magari riesci a rapportarti a tutta questa storia più lucidamente - o magari no (ad ogni modo te lo auguro).
Donata Cucchi

Anonimo ha detto...

Una cosa seria
Domenica scorsa, sull'inserto culturale del Sole 24 ore, ho trovato la recensione a un fumetto, edito da Becco Giallo, sul Massacro del Circeo. Quello che mi ha fatto infuriare (e mi ha fatto anche male) è stata la copertina (poi, ve la mostro).

Il giorno dopo ho vagato in rete alla ricerca di altre recensioni, per vedere se a qualcuno per caso veniva in mente di avanzare qualche perplessità. Nulla.
In compenso, mi sono imbattuta nel blog del disegnatore, Fabiano Ambu: volti sorridenti per l'inaugurazione di una mostra a Bergamo con le tavole originali... Questa cosa, forse sbagliando, non so, in quel momento mi ha fatto infuriare ancora di più.
Ho guardato qualche tavola sul sito della casa editrice...
Mi sono persino imbattuta nella notizia - che però non riesco più a trovare, quindi spero di aver frainteso - che questo sarebbe il primo volume di una serie dedicata agli omicidi di Izzo...
Alla fine ho scritto una mail a Loredana Lipperini. Lei ha risposto la sera, preoccupata: non sapeva niente e si sarebbe informata.

Il giorno dopo, sul blog della Lipperini, è scoppiato, grazieaddio, un casino.
Pubblicato da Modii a 17.12
Etichette: Anche qui, Anche qui abitano gli dei, Becco Giallo, blog, circeo, lipperini, modii

Dal Blog di Donata Cucchi.

Capitan Ambù ha detto...

Ho letto ora i commenti.
Caro Leonardo,nella vita bisogna assumersi le proprie responsabilità, nessuno ha chiesto il mio punto di vista , ma la storia è piena di eventi simili e persino l'attualità.
Esiste un diritto costituzionale sulla libertà d'espressione per fortuna.

Ciao Leo.

Anonimo ha detto...

Sono quello che ha mandato la mail in casa editrice che poi ti hanno girato. Un po' mi dispiace che non sei intervenuto su Lipperatura. Raccontare il tuo lavoro, far capire da dove vengono le immagini è secondo me molto utile: apre gli occhi.
Comunque sia di là ho gettato la spugna, veramente leggevo troppi insulti, che alla lunga diventano intollerabili (non di Loredana Lipperini, che poi ha scritto che la buona fede tua non era in discussione).
Allora ti faccio un in bocca al lupo per i fumetti, e se puoi, la prossima volta che capita una cosa così, racconta. Disegnare è conoscere, anche le parole servono.
ciao

andrea barbieri

Capitan Ambù ha detto...

Grazie Andrea. Ho provato a spiegare ma tutt'ora mi si accusa di aver commesso uno sbaglio dove non esiste errore.
La copertina è formalmente giusta, è equilibrata, ho rispettato le esigenze editoriali che richiedevano un colore di fondo e un racconto esplicito del contenuto del libro.
Bello e brutto sono aggettivi leciti ma solo per chi non lavora nell'ambito della comunicazione.
Tutti sono liberi di esprimere che il mio lavoro è brutto, analisi superficiale ma lecita, personalmente i giudizi negativi sui lavori dei colleghi non li formulo pubblicamente, questione di etica.
Se poi si discute il concetto di sicuro non si può assolutamente parlare di errore o sbaglio ma semplicemente di interpretazione, la storia dell'arte presenta tantissimi esempi di "sbagli" rivalutati con il tempo (es. il Barocco), per cui certi discorsi lasciano il tempo che trovano.
Non è un discorso di buona fede ma di professione, i giudizi sono sempre opinabili da qualunque individuo arrivino, altrimenti come dar torto a chi pretende la ragione per la posizione che possiede all'interno della società.
Ho risposto sul mio blog ma ho visto che tutto è stato strumentalizzato e travisato dal reale significato.
Io sono il primo che è convinto che il dialogo sia indispensabile, ma quando ci si confronta con chi vuole anche ascoltare, altrimenti è inutile.
Ho sempre dato risposte alle domande che mi vengono poste, ma quella che ho visto nel web non era una discussione ma un vero e proprio linciaggio mediatico la mia presenza non avrebbe che accentuato toni e polemiche.
Non esistono autorità che possano definire la validità di un'opera sopratutto la concorrenza altrimenti si rasenta un bel conflitto di interessi.
Scusa la lungaggine ma il discorso è ben più ampio e ancora si studia una formula che possa definire il valore di un'opera.

Ciao Andrea.

Freak of Nature ha detto...

Io prima di commentarlo voglio leggerlo.
Comunque non posso neanche pensare che l'abbiate creato con le ignobili intenzioni che vi hanno attribuito.
Ormai è la solita storia di chi parla senza conoscere.

PS:Se proprio sono così moralisti allora non leggano neanche la Bibbia.(che sto rileggendo cari giornalisti dei miei stivali e non mi sembra così BUONA come intenti)

MicGin ha detto...

Ciao Fabiano
To sto seguendo da tempo e sto apprezzando i tuoi continui miglioramenti stilistici, anche se devi ancora esprimere le tue vere potenzialità.
In questa vicenda ci sono alcuni punti fermi come per esempio il rispetto per la vicenda, per le sue vittime. Ma anche la tutela degli autori che hanno voluto, con generosità, impegnarsi in una rilettura tutt'altro che facile o scontata.
Tutto è esploso attorno alla copertina. Il problema sta innanzitutto in chi la guarda. Le reazioni sono infatti opposte.
Però... se le reazioni negative sono della portata vista sinora, una riflessione va fatta.
Per questo parlo di un errore oggettivo, ma anche di un'occasione per pretendere di più da sé stessi, come autori e come editori.
Secondo me dovete dichiarare pubblicamente la vostra buona fede e i vostri intenti. E quindi dichiarare anche la vostra disponibilità a tenere conto delle reazioni suscitate per migliorare in futuro.
Non si tratta di chiedere scusa. Né di cadere nell'ossessione dell'autocensura.
Si tratta di crescere. Crescere insieme come autori, editori e lettori.
Con stima.
Michele

Capitan Ambù ha detto...

Grazie McGin, sento di non dover dare spiegazioni pubbliche di quello che faccio sopratutto quando è lecito e rientra nella libertà d'espressione sancita dalla costituzione.
Io sto crescendo e me ne sto rendendo conto visto l'età, sono un professionista con conoscenze e maturità tali da comprendere quando commetto degli errori tecnici e stilistici, se fosse il contrario non evolverei e interromperei la mia ricerca.
In questo caso non c'è un errore oggettivo ma un'interpretazione di alcuni individui che pretendono di imporre una certa linea di pensiero che non condivido, ma rispetto. Allo stesso modo pretendo altrettanto rispetto del mio punto di vista e della mia libertà d'espressione.


Dici:
-"Secondo me dovete dichiarare pubblicamente la vostra buona fede e i vostri intenti."-.

Trovo inconcepibile dichiarare pubblicamente di essere innocenti quando non si è commesso nessun reato, è paradossale.

Ci sono reazioni negative anche in altri casi di attualità molto ben più importanti della copertina di un libro, il caso di Luana Englaro o quello di Rita Bernardini e mi pare che in Italia ci sia una forma di intolleranza di massa verso la libertà di pensiero e azione che non è degna di un paese civile.

Per quanto riguarda la cover ho chiarito abbondantemente la mia posizione. Vorrei ribadire che le persone che hanno dichiarato offensiva l'illustrazione sono solo un parte di quella che è la nostra società, ho avuto modo di rendermene conto dalle mail che ho ricevuto e dal contatto diretto con le persone, uomini e donne.

Ti ringrazio per il commento e per aver espresso il tuo punto di vista serenamente, spero avremmo occasione di discutere ancora in questi termini.

MicGin ha detto...

Attenzione! Non ho suggerito di "dichiarare la propria innocenza". Da questa tua specifica riflessione e dal tuo commento in generale mi sa che non hai colto bene alcune sfumature del problema. Forse perché sei, giustamente, colpito dalla polemica che si è creata.
Per questo è necessario capire, mettersi in discussione, per andare avanti meglio.
Cmq, ne riparleremo, magari di persona!
ciao ciao

Capitan Ambù ha detto...

Ma ci si mette in discussione e io Leonardo e la casa editrice abbiamo valutato, in base alle esigenze di tutti quale fosse l'illustrazione da utilizzare.
Io da professionista ho proposto delle varianti e ho presentato delle motivazioni alle scelte fatte.
Io casa editrice e Leonardo Valenti abbiamo discusso e deciso di utilizzare questa illustrazione che è un mese che è presente in blog e forum senza aver riscontrato alcun senso di disturbo.

Io capisco benissimo, ho un quadro abbastanza chiaro, detto questo rimango della mia posizione.

Parlarne di persona è sicuramente la proposta più intelligente che mi sia stata fatta finora.

andrea barbieri ha detto...

@ Mic Gin
Però bisogna anche ammettere una cosa, per un autore che si è fatto il mazzo per fare al meglio il suo lavoro, trovare commentari dove si scende sul personale e sull'insulto non è il massimo.
Bastava qualche piccolo passo di civiltà, cioè non parlare di 'apologia dello stupro' con leggerezza e evitare gli insulti.
Nella terza ripresa della discussione, tra le varie cose ho letto questa:
"A mio avviso è più logico non criticare l’opera, ma i meccanismi di creazione, che mi spiace, ma il più delle volte, toccano corde personali dell’autore. [Alessandra C.]"
Dico, non criticare l'opera, ma i meccanismi di creazione ci aveva portato alla brillante definizione nazista dell''arte degenerata'.
Insomma mi chiedo: siamo in uno spettacolo surreale di Gene Gnocchi?
Poi certo, intervenire e parlare della serietà, dell'amore con cui si fa il proprio lavoro, forse raddrizzerebbe un po' la discussione. Però ammettiamolo, ci vorrebbe un nobel per la pace!
E comunque non apro nemmeno più quei colonnini, ho paura di trovarci altri insulti, anche verso di me, come è già successo. Non è giusto che si arrivi a perdere tempo in questo modo. Facciano una ribollita tra loro...

E poi, soprattutto perché mi interessa leggere il racconto a fumetti su questo fatto di cronaca, ma anche perché parlare di una copertina per vari giorni senza che nessuno voglia guardare cosa c'è sotto è ridicolo, beh ho ordinato il libro. E' una cosa ovvia, ma ti giuro che facendola mi sento all'avanguardia della cultura italiana... :-)

Anonimo ha detto...

Ma siete tutti miopi? Il casus belli non c'è. Vi spiego perché.
Come avete letto sopra, tutto nasce da una lettrice del Sole 24ore che legge l'articolo di due domeniche fa e trova offensiva la copertina.
Da lì i vari pistolotti inutili. Sì, inutili.
Nessuno ha riflettuto su una cosa. L'articolo in questione era firmato da una giornalista, donna, con più "peso specifico" di tutti i vari commentatori che hanno animato questo teatrino.
E non si è sentita offesa dalla copertina, conoscendone il carattere si sarebbe rifiutata di scrivere il pezzo. Dar seguito a queste osservazioni è come dare seguito ai pistolotti del MOIGE.

MicGin ha detto...

beh, le discussioni su internet in genere diventano deliranti o alimentano favolosi fraintendimenti e litigi. poi si spegne il computer...
secondo me la polemica, alla fine dei conti, ha giovato alla conoscenza del volume, perché partendo dalla semplice immagine di una locandina, accanto ai critici che non lo compreranno, sono emersi i favorevoli o i curiosi che invece cercheranno a questo punto di leggerlo. E allora si tireranno le vere somme.

Intanto, di ritorno ad angouleme, mi sono portato il PInocchio di Wichluss, che è stato anche premiato... voglio vedere cosa succederà quando uscirà in Italia, se uscirà... prepariamoci...

Capitan Ambù ha detto...

Internet è un luogo dove si può comunicare il fatto che diventi delirante non dipende dallo spazio ma di chi lo vive.
Comunque mi secca doverlo sempre ribadire, quando capitano discussioni di questo tipo, ma questo è il mio lavoro non la giostra del paese.
Ora faccio una battuta attenzione!
Battuta"Critici? Dove stavano?In Francia forse..."fine battuta.
Il discorso naturalmente non è rivolto a te McGin ma ho visto delle situazioni imbarazzanti, comunque ci siamo tutti fatti un opinione compresi i critici che leggono i libri.

MicGin ha detto...

Fabiano, c'è un equivoco. La mia frase: "accanto ai critici che non lo compreranno" si riferiva a coloro che hanno criticato il libro non ai "critici" ;-)

Capitan Ambù ha detto...

Si si avevo capito, ma ho preso la palla al balzo per fare una provocazione sulla critica italiana ;-).
La figura del Critico in italia, per quanto riguarda il fumetto, non ha un riconoscimento di qualifica sia economica che di ruolo.
Secondo me il Critico è fondamentale in un ambiente come quello del fumetto, una figura competente che è in grado di analizzare nel modo più oggettivo possibile un'opera sviscerandone pregi e difetti.
Il concetto di bello o brutto definisce il gusto del fruitore ma è opinabile e non utile ad autori e lettori.
Insomma immagino senza la Critica che ruolo avrebbe oggi Picasso nella storia dell'arte, probabilmente avrebbero detto che non sapeva disegnare.
Il giudizio di pancia è fondamentale e giusto, ma per comprendere pienamente il valore di un'opera occorre una conoscenza della materia e un'educazione all'immagine.
Vorrei una critica riconosciuta e ripagata economicamente, invece abbiamo dei volontari che si adoperano nel tempo libero con entusiasmo e passione per il fumetto, ma un mestiere come questo richiede un continuo aggiornamento e una visione d'insieme a cui poter dedicare tutto il tempo possibile.
Il critico è una professione indispensabile nel mondo dell'arte, fumetto compreso.
A volte utilizzo i commenti per dire quello che penso, dovrei effettivamente specificarlo nei commenti :-))).

andrea barbieri ha detto...

Ambu, ciao.
Ti riporto una cosa che ho postato oggi su un colonnino di Lipperatura. Mi scuso se nell'elenco ho incluso persone che avevano già letto il volume. Riciao.

"Oggi ho letto il libro di Valenti e Ambu, Il massacro del Circeo.
Oltre a essere raccontato bene, tecnicamente insomma, se ne esce con l’idea che sia un libro davvero utile. Se fosse letto dal maggior numero di ragazze che hanno l’età che avevano allora Donatella e Rosaria, sarebbe un bene: capirebbero tante cose sulla violenza alle donne, sulla giustizia e sull’ingiustizia italiana, sulle leggi italiane che contenevano norme assurde (e forse si rifletterebbe sulle assurdita che restano). Il pregio del libro è anche di arrivare con facilità al lettore, anche a quelli più giovani.
Allora mi viene da dire che qui abbiamo sbagliato tutti: Gipi, Loredana, WM1, Donata, Claudia, Anna Luisa, io, Roberto, Michele eccetera, perché è stato uno sbaglio soffermarsi sulla copertina del libro senza averlo aperto, indipendentemente dal fatto di attaccarla o difenderla.
Bisognava leggere il libro comunque!
L’attenzione per un libro è più proficua della disattenzione. E noi siamo stati disattenti."

Capitan Ambù ha detto...

Ti ringrazio di cuore Andrea.

Anonimo ha detto...

Basta con lo sfruttamento dell'immagine della donna per incassi miliardari...E' ovvio che qualche intellettualoide avrebbe capito il giochetto e avrebbe lottato contro questa becera operazione commerciale...la copertina è un chiaro richiamo alle veline e i tre non sono altro che un portiere, un terzino e un attaccante che se le contendono...
Beati voi che non capite un cazzo e brancolate nel buio delle vostre menti ottenebrate dal nulla...
Il libro è bellissimo e la copertina è efficace...
Tanti auguri...
Fabrizio A.

P.S.: L'hanno capito tutti che sei un maniaco sessuale...vai a costituirti...
P.P.S.: nelle librerie delle edizioni Paoline il libro viene venduto senza copertina per le persone sensibili e in omaggio calendario di Padre Pio