Si parla tanto nel web se il decalco e la copia siano leciti quando si realizza un fumetto.
Insomma se prendo dei disegni di un collega e lavorandoci un pelino sopra li ripropongo come miei faccio un'azione degna di lode?
Dipende quanto sia palese la citazione o l'omaggio, un professionista conosce le differenze.
Da professionista conosco bene i limiti del diritto d'autore, del rispetto e dell'etica verso la professione e i colleghi.
Decalcare il disegno di un altro autore non citando la fonte o non avento una valenza artistica non è una scelta concettuale o un'operazione post-modernista, come qualcuno dice, ma soltanto una gran paraculata.
Come trovo ridicolo che alcuni leghisti negazionisti difendano il ladrone di turno allo stesso modo la penso con i colleghi che pubblicamente si trincerano in posizioni assurde.
Come ho gia detto in precedenza su certi fatti ne rispondono i diretti interessati, ma sull'idea che questo meccanismo decalcografico possa diventare una prassi comune ci metto un piede e faccio volentieri lo sgambetto.
Visto che per lavorare nella Sergio Bonelli Editore mi sono fatto quattro anni di prove credo di potermi permettere di dire che nella casa editrice si pretendono certi requisiti di professionalità.
Credo fermamente che quando un professionista pubblichi con una delle più grosse realtà fumettistiche italiane debba sapere che ha una responsabilità abbastanza evidente nei confronti di editore, collaboratori e lettori.
Se uno prende e decalca la FANTASIA e CREATIVITA' di un altro è come se rubasse la farina da un altro sacco per fare il pane e annacquasse la minestra del vicino, in ogni caso vivrebbe a scrocco.
Il fumetto è una passione viscerale, un amore che va oltre l'aspetto economico, se avessi pensato a quello forse starei ancora facendo teatro, vi assicuro che si guadagna meglio.
La parte divertente del mestiere del fumettista è proprio quella di creare mondi dal foglio bianco, far recitare i personaggi in modo credibile e seguire le orme dei grandi autori, che l'impronta l'hanno lasciata senza calpestare quella di un collega ma semmai seguendo i passi di chi li ha preceduti.

e alla fine sulla stessa faccio l'inchiostrazione.

Tutto questo lavoro non prende una sola giornata, perchè pensare alle scene e poi renderle credibili prende parecchio tempo, a volte un disegnatore può lavorarci anche dodici ore al giorno.
Ma visto che ci metto tanto mi devo sentire un COGLIONE (scusate ma a volte ci vuole)?
Se avessi fatto il paraculo decalcando le inquadrature forse avrei fatto prima, ma i miei personaggi sarebbero stati vuoti, i miei disegni dicontinui e MEDIOCRI e il risultato banale.
L'Italia è così, fatta di furbetti, mediocri, impreparati e imbroglioncini di varia natura, ma il fumetto non può adattarsi a questo squallido sistema.
Il fumetto italiano è tradizione di qualità, abbiamo avuto e ancora abbiamo grandi maestri che sono riusciti a dare lustro a questo media anche all'estero.
Il fumetto non ammette furberie, il fumetto è passione e come tale va tutelato e difeso, perchè l'Italia è marcia e rischia di far marcire tutto.
Mi auguro che si superi la questione e che ci sia sempre più una maggiore pretesa di meritocrazia da parte di tutti, che gli amici rimangano amici e i parenti tali, ma per il bene comune pretendiamo il meglio per riuscire ad avere un mondo migliore per coloro che prenderanno il nostro posto.
Se non sopportiamo più questo sistema forse è ora che iniziamo a razzolare bene pure noi, se facciamo fumetti pretendiamo che il livello sia sempre più alto, per i favoritismi e la furberie non c'è più spazio.
Per finire, siamo sinceri il problema non riguarda uno solo, forse la questione è che la scorciatoia e la furberia è diventato un sistema che ha vari adepti.
Ma se non avete voglia di lavorare seriamente e onestamente perchè non fate altro?
A lavorareee!!!
Ah dimenticavo, ancora Buona Pasqua!!!






















